Ecco come anche tu puoi tornare a trovare lavoro come ai tempi d’oro

Nel mondo del lavoro moltissime persone sono in sofferenza perché non vedono vie d’uscita alla loro situazione lavorativa e professionale, convinti che c’è la “crisi” e quindi non si può oggi pretendere di avere un lavoro che ti soddisfa e ti realizza, bisogna accontentarsi di quello che si ha, tirare a campare e sperare che i tempi migliorino.

Queste persone continuano così a rimanere aggrappate al loro lavoro attuale per paura di venire sbattute via dalla prossima ondata di chiusure, tagli, ridimensionamenti e rimansionamenti, convinte che questa sia l’unica strada possibile.

Ma, ad un’analisi più approfondita, la situazione risulta parecchio diversa: nel mercato del lavoro attuale esiste una via d’uscita larga come non mai per tutti quelli che, insoddisfatti e non realizzati, vorrebbero un lavoro migliore. Solo che richiede un cambiamento di modo di ragionare per riuscire a vederla.

Lo squalo nascosto

Guarda l’immagine qua sotto: cosa vedi?

Se sei come la grande maggioranza delle persone, sarai convinto di vedere una massa colorata di pallini senza senso.

Invece, se sai come guardarla, quest’immagine nasconde uno SQUALO.

Queste immagini particolari, dette stereogrammi, sono figure piane progettate per simulare un’illusione ottica in 3D. Non è facile scorgere l’immagine tridimensionale e poche persone ci riescono.

Per fare in modo che gli occhi percepiscano la figura nascosta nella trama, è necessario porre gli occhi in modo da superare il coordinamento automatico tra messa e fuoco e convergenza. In altre parole bisogna imparare a guardare in modo diverso per poter vedere qualcosa di sensato, dietro a quello che sembra un mare di puntini privi di senso.

Nel mondo del lavoro di oggi la questione è esattamente la stessa.

Se continui a guardarlo con gli occhi addestrati nel modo tradizionale (manda in giro curriculum, iscriviti alle agenzie di intermediazione di lavoro, rispondi agli annunci online, giusto per nominare le istruzioni più famose, comuni e inefficaci, che vengono date oggi) continuerai a vedere un ammasso di puntini senza senso, una situazione che non riesci a decifrare e in cui non puoi che sentirti una comparsa impotente.

Come i cinesi al mare

Qualche tempo fa su Repubblica  ricordo di aver visto un articolo che mi ha sconvolta. Era un reportage di foto di alcune coste cinesi e coreane durante le vacanze estive tra la provincia del Sichuan, dello Shandon e sulla costa coreana di Seoul.

Migliaia di musi gialli ammassati come galline in un allevamento, ciascuno dentro un colorato e grottesco ciambellone gigante.

Se anche tu pensi di cercare e trovare lavoro compilando il tuo bravo Curriculum, inviandolo a tutti gli annunci che trovi online o portandolo alle agenzie di intermediazione di lavoro della tua zona, allora stai facendo niente meno che il cinese al mare.  Il ciambellone è il tuo Curriculum e tu sei uno di quei poveri cinesi ammassati.

Vedi, il problema non è – come ancora molti si trastullano a discuterci sopra – se il Curriculum sia o non sia utile per trovare lavoro.

Il problema viene molto prima della questione “curriculum”.

Il problema non è che devi “distinguerti” (ovvero avere il ciambellone più strano), non sta nel saper fare un curriculum più “creativo” (ovvero avere il ciambellone più colorato) o una lettera di presentazione più bella.

Il vero problema è che tu stai cercando di trovare lavoro nel posto sbagliato, cioè dove lo cercano TUTTI.

La vera soluzione quindi sta nello smettere di cercare lavoro nelle spiagge affollate dove vanno tutti e cominciare ad attivarti per cercare spiagge più dignitose e vivibili.

Imparare a guardare in modo diverso

Michele è dottore commercialista. 35 anni suonati, un fidanzamento di lungo corso con una bella avvocatessa – anche lei precaria – e un lavoro da 1200 euro lordi come praticante in uno dei tanti studi commercialistici di Padova.

È arrivato da me, come sempre più spesso capita, mandato da un amico comune stanco di sentirlo lamentare perché “Il lavoro che faccio non mi piace, guadagno una miseria ma di questi tempi… Vorrei anche mettere su casa ma adesso è impossibile, se solo le cose prendessero una piega più sicura e stabile al lavoro…”

Al nostro terzo incontro i suoi occhi, da spenti e spaventati, cominciano a brillare di una luce nuova, un guizzo di vitalità riaccesa che non si può fare a meno di notare.

Quella che prima gli sembrava una vita professionale senza vie di fuga oggi si presenta ai suoi occhi, addestrati a guardare in modo diverso al mercato del lavoro, come un mondo affascinante di possibilità da esplorare.

Non è questione di fortuna, né la crisi è passata “per miracolo” nella sua zona. Lui è sempre un dottore commercialista, tutto nella sua vita è a prima vista uguale, non si è lanciato in nessuna capriola pericolosa per “provare a cercare fortuna in proprio” senza avere alcuna esperienza imprenditoriale, né ha buttato al vento i suoi anni di studio pagati a caro prezzo.

Quello che è successo a Michele è che ha imparato a guardare l’immagine che sembra un ammasso di puntini senza senso, in modo da vedere lo squalo “nascosto”.

Per riuscirci ha dovuto scoprire e imparare come sfruttare a proprio vantaggio quelli che, in Lavoro Giusto® chiamo gli Assi della ricerca lavoro professionale.

Trovare lavoro non è un gioco di fortuna

Purtroppo, a differenza di Michele, la maggior parte delle persone si tiene agganciata alla consolante idea del “ma si è sempre fatto così per trovare lavoro, perché mai dovrei imparare a fare qualcosa di diverso? C’è la crisi per questo è difficile trovare lavoro…

Finchè non ti rendi conto anche tu che Trovare Lavoro è un processo esatto, un insieme di fasi e strumenti che devi conoscere e saper usare a tuo favore in modo preciso, sei irrimediabilmente destinato a fare sforzi disumani, quasi mai senza il risultato che speravi.

Senza sapere che il Trovare Lavoro è un processo esatto, non puoi che continuare anche tu a credere che trovare lavoro è tutta questione di fortuna o di chi ha avuto le raccomandazioni migliori.

Sicuramente in Italia siamo stati molto mal abituati da anni di favoritismi e clientelismo imbarazzanti, ma è comunque un gioco di potere che riguarda una percentuale piccola di popolazione.

Per tutti gli altri, per le brave persone comuni, il problema della difficoltà di trovare lavoro non deriva dall’esistenza dei “raccomandati” ma dal fatto che nessuno mai ci ha insegnato davvero come si fa a cercare lavoro.

Pensaci, quando mai a scuola qualcuno ti ha detto come fare per trovare lavoro? Se proprio ti è andata bene hai magari incontrato un professore particolarmente “avanti” che ti ha detto dell’esistenza del Curriculum Europeo, ma niente di più.

Una volta, quando il mercato era in espansione e c’era bisogno di tutto e tutti in abbondanza, quando l’offerta di personale specializzato era inferiore alle richieste delle aziende, il solo fatto di esistere e avere un titolo di studio era requisito sufficiente per trovare lavoro. Un po’ di passaparola, qualche invio di curriculum ed era solo questione di tempo ma riuscivi a trovare lavoro. Questo modo di procedere in realtà era inefficace e inesatto anche allora, solo che quasi nessuno se ne accorgeva perché, appunto, c’era grasso che colava.

Quando il grasso ha smesso di colare, anche nell’ambito della ricerca di lavoro è arrivato l’effetto-verità portato dalla crisi: continua a funzionare solo quello che viene fatto in modo PROFESSIONALE, con la conoscenza precisa, non casuale, di cosa serve fare e cosa no. Tutto il resto che va per “si è sempre fatto così” finisce invariabilmente per soccombere.

Trovare lavoro non è questione di fortuna ma un processo esatto che va conosciuto.

Gli Assi della Ricerca Lavoro Professionale

La prima cosa che ho fatto con Michele è stato spiegargli che finchè continuava a rimbalzare fra le sole tre scelte:

  1. “resto in questo studio di commercialisti, malpagato”
  2. “cerco un altro studio (ma di questi tempi meglio forse non provarci neanche)”
  3. “mi metto in proprio e mi apro uno studio mio (ma già ce ne sono tanti, la competizione è dura, perché mai dovrebbe la gente scegliere me invece di uno con molta più esperienza)”

stava facendo il cinese al mare.

La seconda cosa è stata aiutarlo a vivisezionare la sua competenza professionale per scomporla nei suoi componenti fondamentali. Questa semplice azione gli ha permesso di uscire dalla sensazione del topo in trappola che, senza via di scampo, continua a sbattere contro i soliti tre muri all’infinito.

Capendo il funzionamento degli Assi della Ricerca Lavoro Professionale ha cominciato ad esplorare nuove alternative professionali a cui non aveva mai nemmeno pensato.

Si è accorto ad esempio che la sua tesi di laurea in diritto Fallimentare lo aveva reso più esperto della media nelle problematiche legate alle procedure amministrative con cui vengono messe in liquidazione società e singole proprietà (cosa molto frequente di questi tempi).

Guarda caso si trattava anche di un ambito che lo interessava e gli piaceva particolarmente, perciò era rimasto informato e curioso su tutto quello che riguardava l’argomento anche negli anni dopo la laurea, nonostante nello studio in cui lavorava ignorassero completamente l’intero settore, per occuparsi – come del resto il 98% di tutti gli altri studi della zona – di dichiarazione dei redditi e buste paga.

All’improvviso ha cominciato a rendersi conto di essere in possesso di una Professionalità che gli permetteva sbocchi molto più ampi di quelli a cui aveva sempre pensato quando ragionava solo in termini di Titolo.

Secondo quanto spiego riguardo gli Assi del Cambiamento infatti esistono due modi per relazionarsi con la Ricerca Lavoro:

La ricerca per Titolo.

Questa è quella che andava alla grande ancora alla fine degli anni ’90, fino all’apparire della crisi. Il mercato era in espansione, le aziende erano in crescita e se avevi un buon titolo – di laurea o comunque grazie ad esperienze specifiche di settore – trovare lavoro era semplicemente questione di tempo.

In condizioni di mercato stagnante o di “crisi”, come siamo ora, cercare lavoro per Titolo corrisponde ad entrare nella famosa piscina di cinesi di prima.

Questo succede per due ragioni ben precise che derivano dalla conoscenza esatta del processo di Ricerca Lavoro, non dal frutto di imprecisi “sentito dire” o di teorie per l’orientamento scolastico.

Le ragioni per cui la ricerca per titolo oggi non funziona sono che:

  1. Il 95% delle aziende italiane sono piccole micro imprese che NON hanno la forza economica tale da portarli a cercare lavoratori tramite annunci o agenzie interinali. Sono troppo piccoli per permettersi di avere un intera persona in organico in più o, se possono permetterselo, hanno il terrore di rimanere poi invischiati nella scelta di una persona sbagliata.
    Quindi, se cerchi per titolo, tramite invio di curriculum, vai a mirare solo al 5% di medio-grandi aziende a cui puntano tutti.
  2. I Titoli per cui sono richiesti candidati sono circa 600. Le tipologie di lavori in realtà esistenti oggi sono più di 2000 (dati Istat). Con la ricerca per Titolo lasci sul piatto almeno 1400 possibilità di lavoro in più.

La ricerca per Professionalità.

Questa è quella che invece, come nel caso di Michele, ti permette di trovare una quantità virtualmente illimitata di soluzioni per trovare lavoro.

È il tipo di ricerca che ti apre l’accesso alle esigenze di collaborazione che esistono nelle piccole micro imprese italiane ma che non arrivano mai ad essere formulate come vere richieste di assunzione e ti da accesso al mercato molto più ampio delle professionalità non “codificate”, di cui pochi conoscono l’esistenza.

L’unica moneta che paga SEMPRE

Daniela è stata lasciata a casa all’improvviso e senza nessuna buona ragione apparente, dopo quasi vent’anni di onorato servizio, dalla grossa azienda per cui lavorava.

Per sua fortuna però durante quegli anni, anziché limitarsi a fare quello per cui era pagata, si è creata una professionalità particolare, sviluppando modi creativi per risolvere alcune delle problematiche legate alla difficoltà di incassare le fatture che, con l’arrivo della crisi era diventato un flagello per la sua azienda.

Dopo lo stordimento iniziale per il licenziamento improvviso, cavalcando questa sua particolare professionalità, è riuscita a trovare un nuovo lavoro migliore del precedente, a cui non avrebbe mai potuto mirare se si fosse ricandidata semplicemente con quello che il suo titolo diceva.

Mandando in giro curriculum come “impiegata amministrativa” sarebbe stata anche lei uno dei mille cinesi ammassati. Proponendosi invece, con la giusta comunicazione, come esperta per il recupero crediti è uscita dalla massa e ha potuto puntare ad una posizione migliore e più soddisfacente.

Cercare lavoro sulla base dell’analisi professionale della propria professionalità è l’unica moneta in grado di pagare sempre, anche e soprattutto in tempi di crisi.

Se è così facile perché non lo fanno tutti?

Spesso si confonde la chiarezza con la facilità. Chi ha le idee chiare si muove secondo un piano ben preciso e lucido, al punto che chi guarda dall’esterno è portato a credere che la sua sia tutta fortuna.

La realtà invece è che, come ogni cosa, per smettere di essere dei dilettanti allo sbaraglio e diventare dei professionisti serve studio, applicazione, lavoro e determinazione.

Né a Michele né a Daniela nessuno ha portato un nuovo lavoro su un piatto d’argento. Hanmo dovuto pensare, mettersi in gioco, indagare il mercato e le sue REALI esigenze.

Tutto questo ha un costo. Un costo che però ancora oggi pochi sono disposti a pagare.

Risulta più comodo pensare che c’è la crisi e che il mondo non funziona più come una volta.

Ogni soluzione brillante si trova risolvendo un problema specidico MA farlo COSTA.

Conclusioni

Non è importante che tu ora sia un novello alle prime armi o un lavoratore con diversi anni di lavoro alle spalle. Quando impari il processo esatto della Ricerca Lavoro Professionale le tue possibilità di trovare o cambiare lavoro aumentano in modo esponenziale.

Devi sapere esattamente tutti gli strumenti che puoi utilizzare e come usarli a tuo vantaggio.

Quello che vorrei averti trasmesso è il concetto di base e cioè che in ogni settore professionale ci sono possibilità completamente inesplorate a cui, con il sistema giusto, puoi puntare ad accedere per conquistarti una posizione professionale molto migliore e più soddisfacente.

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  • Non è vero, come vogliono farci credere ormai da anni che “le cose sono cambiate perché c’è la crisi”.
  • La crisi è solo la coda di un problema molto più grande, un enorme pitone pronto ad inghiottire chiunque non si adegui alla nuova situazione del mercato del lavoro.

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