Lavoro perfetto, l’inganno del “per sempre”: non troverai la carriera perfetta per te, ma va bene così

Ah, il lavoro perfetto! Come il matrimonio perfetto, la vita perfetta e la macchina perfetta, sembra qualcosa di perfettamente desiderabile, vero?
E se invece proprio il fatto di cercare il lavoro perfetto ti stesse impedendo di averlo?

Lavoro perfetto

Lo desideri ardentemente. Quel meraviglioso “click” in cui trovi l’incastro perfetto. Il lavoro a cui puoi dedicare la tua intera vita, con la certezza che hai trovato il tuo posto nel mondo.
Ma esiste per davvero un lavoro perfetto per te?
In questo articolo ti spiego cos’è l’inganno del “per sempre” e il cambiamento di mentalità che devi fare se vuoi uscire dalla paralisi che questo inganno ti sta provocando.

Trovare la carriera che si adatta a te perfettamente come un guanto sembra un sogno meraviglioso.

Hai letto anche tu mille volte quelle frasette accattivanti tipo:

“Trova il lavoro che ami e non lavorerai più un solo giorno nella tua vita…”

“Trova il lavoro dei tuoi sogni…”

“La tua vera vita ti sta aspettando…”

“Trova quello che sei nato per fare…”

C’è un che di rassicurante a proposito di quest’idea. Da qualche parte là fuori, apparentemente, c’è una carriera perfetta che aspetta te, come una specie di abito di sartoria fatto in casa, qualcosa che incrocia alla perfezione tutte le tue competenze, passioni e particolarità e ti fa sentire esattamente al posto giusto, perfetto per te.

Se solo tu potessi trovarlo ti potresti rilassare nella certezza che non dovrai mai e poi mai più avere a che fare con questo fastidioso senso di disagio. Quel senso di disconnessione, la frustrazione, il senso di vorrei-fare-altro” e “sono-nel-posto-sbagliato-ma-non-ho-idea-di-cosa-altro-fare”.

Il problema in tutto questo è che questa specie di lavoro-Eldorado, di lavoro perfetto, tu non l’hai trovato.

E, mi permetto di aggiungere, probabilmente non lo troverai mai!

Ci sono due motivi.

1) Non sei un paracarro.          

Qualunque tipo di impegno che prendiamo a lungo termine nella nostra vita è basato sulla convinzione che tu sai che persona sarai da qui a 10 anni” dice Daniel Gilbert, psicologo dell’Harvard University e autore di “Stumbling on Happiness”.

Nel 2013 Gilbert, il suo collega Quoidback e lo psicologo dell’Università della Virginia Timothy Wilson hanno messo a punto una serie di esperimenti che hanno coinvolto oltre 19’000 persone.

Quello che hanno scoperto è che i partecipanti avevano invariabilmente la sensazione di essere cambiati molto più nei 10 anni precedenti di quanto avrebbero potuto cambiare nei 10 anni successivi.

A prescindere da quanto grandi erano stati i cambiamenti che avevano attraversato, i partecipanti nello studio in qualche modo credevano che la persona che erano diventati adesso fosse ormai essenzialmente la persona che da lì in poi sarebbero sempre stati.

Gilbert e i suoi colleghi hanno chiamato questo fenomeno “illusione da fine della storia”.

Le persone di mezza età – come me – spesso guardano indietro ai loro tempi da adolescenti con un misto fra divertimento e rimpianto,” dice Gilbert. “Quello che non sembra che riusciamo mai a realizzare è che i nostri futuri sé guarderanno indietro e penseranno a noi di oggi allo stesso modo. Ad ogni età siamo convinti che stiamo avendo l’ultima risata e ad ogni età ci stiamo sbagliando”.

Questo fenomeno – la convinzione errata che chi siamo è fisso e definitivo quanto un paracarro – è esattamente il cuore del fatale errore del “per sempre”.

Intendiamoci, l’idea che sia possibile inciampare in un unico percorso di carriera che rimane acceso, ispirante e sfidante quanto basta da diverti per decenni è meraviglioso.

Ma se consideri che tu stesso cambi e cresci ogni giorno, cercare il tuo “lavoro perfetto” è un sogno irrealizzabile nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore delle ipotesi è totalmente distruttivo e invalidante.

Una carriera per sempre ha bisogno di basarsi su fattori solidi e non modificabili che ti riguardano. Se la tua “carriera per sempre” riguarda le vendite faccia a faccia, ti conviene assicurarti che non diventerai un misantropo nei prossimi 10 anni. Se ha a che fare con cause politiche o sociali che adesso ti stanno molto a cuore, ti conviene sperare che le tue priorità politiche non cambieranno né evolveranno mai.

“Sono arrivato alla conclusione che trovare il lavoro che voglio fare è probabilmente un viaggio lungo una vita. Guardiamo alla carriera da un punto di vista di valori così transitori e che si modificano nell’arco del tempo che per forza sembra impossibile prendere solo una cosa e che sia quella giusta”.

Insomma, non sei un paracarro.

Sei, e continuerai ad essere, una creatura in continua evoluzione, che scopre continuamente nuove possibilità e passioni per il resto della tua vita. Probabilmente è il momento per te di guardare alla tua carriera da questo più realistico punto di vista.

 2) Il mondo del lavoro è cambiato.

Una volta avere la stessa carriera per tutta la vita era l’ordinario. Le industrie e i percorsi di carriera erano fissi e affidabili. Se avevi una qualifica ed esperienza in un’area potevi pressoché essere certo che le tue competenze e conoscenza sarebbero state un valore spendibile per tutto il resto della tua vita.

E potevi essere altrettanto certo del fatto che sapevi a quali opzioni potevi puntare.

Era piuttosto improbabile che ci fosse sempre una nuova eccitante opportunità dietro l’angolo in un ruolo che non avevi mai considerato prima. Potevi serenamente assestarti per il lungo termine.

Ma ora tutto questo non è più.

I lavori spariscono. Alcune società di consulenza e diversi studi predicono che fino al 50% dei lavori che esistono oggi saranno scomparsi entro il 2030.

Dieci anni fa nessuno aveva sentito neanche nominare un posto da “sviluppatore iOS” ma nemmeno di istruttore di Zumba.

Nuove carriere, opportunità e possibilità si stanno aprendo davanti a noi ad una velocità spettacolare.

Agilità, flessibilità, innovazione e cambiamento sono le caratteristiche strutturali del mondo del lavoro di oggi e, per il singolo, questo significa che quelle stesse qualità sono sempre più importanti.

Da una parte tutto questo può sembrare spaventoso. Nessuno vuole sentire come se la terra sotto di lui fossi continuamente in movimento.

Ma dall’altra parte, tutto questo presenta un’opportunità incredibilmente eccitante, se la guardi dal giusto punto di vista.

Durante una sessione di coaching una persona mi raccontava quanto sollievo era stato il lasciar finalmente andare la vecchia prospettiva dei suoi genitori in merito al mondo del lavoro.

“La sicurezza del lavoro è stata sempre un grande tema di discussione per i miei genitori quando gli parlavo del mio desiderio di cambiare carriera. Qualunque cosa io volessi fare di nuovo, secondo loro doveva essere ‘sicuro’. Ma poi ho cominciato a realizzare che loro arrivavano dalla prospettiva di una diversa generazione. La vera sicurezza lavorativa non veniva dalle industrie o aziende che io stavo valutando. Il mondo del lavoro non è lo stesso che c’era ai loro tempi. Io non avrò mai il controllo sul fatto che il mio lavoro sia sicuro. Ma ho il pieno controllo di quello che ho da offrire.

La mia sicurezza deve venire da me – dalla mia abilità di essere indispensabile e creativa e competente in una varietà di contesti. Non è la sicurezza del lavoro che voglio ma la sicurezza della vita e la mia vita è nelle mie mani, non in quelle di nessun altro. E questa realizzazione è stata veramente incoraggiante per me”.

Questo è quello che io chiamo il riprendere in mano il tuo Potere Professionale.

Man mano che il mondo del lavoro vira da istituzioni solide e immutabili a organismi adattativi e innovativi, anche il centro del potere si modifica.

Non devi più sperare di essere un quadrato perfetto che si inserisce nella giusta scatola pre-configurata. Quelle scatole si stanno evolvendo almeno alla stessa velocità in cui tu ti stai evolvendo. Di fatto stanno uscendo fuori e moltiplicandosi come conigli. Le possibilità per te di trovare il singolo “giusto” lavoro “per sempre” in un mare tumultuoso di possibilità in continuo cambiamento diminuiscono ogni secondo.

E l’idea che esista una scatola “carriera perfetta per sempre” è allo stesso modo sparita. Trovare quella singola cosa in cui ti puoi chiudere dentro per il resto della tua vita è sempre meno realistica ogni giorno che passa.

Invece, è il momento di focalizzarti (e festeggiare) la nuova, veramente reale possibilità che puoi cambiare idea. Puoi scegliere qualcosa che vuoi fare adesso, con la certezza che se e quando evolverai oltre questi confini, ci saranno nuove opzioni disponibili per te.

La chiave è spostare il tuo focus: da “come posso equipaggiarmi al meglio per restare?” a “Come posso equipaggiarmi al meglio per ballare?”

E quindi?

 In un mondo in cui pressochè nulla più è “per sempre”, cercare la tua “carriera per sempre” è un gioco difficile.

E, ad un qualche livello, tu sai che probabilmente non c’è nessuna “carriera per sempre” là fuori per te. E non penso nemmeno per un secondo che tutto questo sia chissà quale grande novità per te. Eppure… sei rimasto incastrato a causa di questo nonostante tutto, non è così?

Perché rimaniamo avvinghiati così a lungo e così forte?

Dopo lo studio de “la fine della storia”, Quoidbach ha una teoria: “Realizzare quanto variabili sono le nostre preferenze e i nostri valori potrebbe portarci  a dubitare di ogni nostra decisione e genera ansia”.

Quando sei bloccato in un lavoro che non ami ma non sai dove andare al prossimo passo, non hai una piacevole esperienza. E’ scomodo e fastidioso e imbarazzante. E l’idea di una “carriera per sempre” è invitantemente permeata dalla promessa che non dovrai mai più sentire questa sensazione di nuovo.

Il disagio di crescere e cambiare è qualcosa che facciamo di ogni nostro meglio per evitare.

Vogliamo i risultati meravigliosi e scintillanti, ma non il processo faticoso.

Eppure ci sono modi per rendere il processo più facile e liberarti dall’appiccicosa paralizzante dolcezza dell’inganno del “per sempre”.

  1. Lascia andare la bugia: il primo passo per spostare la tua attenzione e ritrovare potere nel nuovo mondo del lavoro è di renderti conto che la tua carriera “per sempre” non esiste (e se anche esistesse, il fatto di cercarla senza sosta e non cercare altro è improbabile che ti aiuterà).
    “Penso di essere sempre stato inconsciamente consapevole che non c’è nessuna risposta ‘giusta’ ma ero incredibilmente perso, prima del corso, perché non capivo che cosa quella sensazione stava cercando di dirmi. Quando ho incontrato altre persone nel corso che si sentivano allo stesso modo e dopo averne parlato, ho avuto un senso di rilassamento come se finalmente stessi prendendo consapevolezza dell’elefante che cercavo di negare”.
  2. Cerca le tue linee di continuità. Per quanto tu sia un essere in continuo cambiamento ci sono probabilmente dei temi e narrative che corrono attraverso la tua evoluzione. Per quanto vaghe e complesse possano sembrare, possono aiutarti a guidare la tua esplorazione (così non resterai sopraffatto da un mare di possibilità senza fine). Quali sono le linee comuni che sembrano esserci nella tua vita?
    “Non ho amato molti dei miei lavori dai tempi dell’università. Ma quando guardo indietro alla mia intera vita, i momenti in cui sono stati più felice sono sempre stati quelli in cui ero nella natura e aiutavo persone. Non sono le linee guida più specifiche che si possa pensare ma mi piace usare questa conoscenza come un punto fermo quando devo valutare il prossimo passo nella mia carriera. Mi rassicura almeno avere questi punti fermi”.
  3. Divertiti strada facendo: può essere inquietante pensare che potresti non sapere dove sarai fra 5 anni. Ma una cosa di cui puoi essere sicuro è che crescerai e ti svilupperai in un modo molto più potente se impari a scivolare nell’insicurezza piuttosto che combatterla. I bambini imparano, progrediscono ed evolvono ad una velocità sconcertante e non è certo una coincidenza che loro abbiano lo spazio di esplorare, godere e anche sbagliare. Cosa potresti fare questa settimana per tornare un po’ indietro nel mondo del divertimento e del gioco?
    “Guardo mio nipote di due anni: un momento è un’infermiera, il momento dopo un vigile del fuoco, quello dopo una cameriera ed è immersa in tutti questi ambienti e identità – impara e cresce. E poi, quando diventiamo grandi, tutto questo sparisce”
  4. Focalizzati sul 5: Per sempre è un periodo troppo lungo per chiunque per progettare qualsiasi cosa. Ma 5 anni? 5 anni sono un tempo su cui puoi lavorare. Cosa ti piacerebbe veramente fare ed esplorare e imparare se tu sapessi di doverlo fare solo per 5 anni? Che cosa ti daresti il permesso di provare? Dove ti piacerebbe esplorare?
    “Portare il mio punto di attenzione più vicino mi ha portato ad avere più voglia di giocare. Ho deciso che se mi dovevo impegnare solo per un periodo più breve potevo anche permettermi di sbagliare un po’. Potevo anche permettermi di provare qualcos’altro perché in caso fosse stato un disastro avrei comunque potuto provare qualcos’altro. Guardare al ‘per sempre’ era paralizzante. Ma guardare ai prossimi 5 è stato divertente”

Cosa succederebbe se tu lasciassi andare l’idea di una “carriera per sempre”? Fammelo sapere rispondendo nei commenti qui sotto.

3 commenti



  1. Come trovare la propria passione per realizzarsi nel lavoro | LavoroeCarriera.it

    4 settimane fa  

    […] La prima e più importante cosa da fare è liberare il campo da un grande falso mito (di cui abbiamo già parlato anche nell’articolo Lavoro perfetto, l’inganno del “per sempre”). […]


Commento

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