Cambiare lavoro senza cambiare lavoro? Ecco come

Cambiare lavoro per la maggior parte di noi è un pensiero pieno di contraddizioni: e se perdo quello che ho conquistato? E se non trovo di meglio? E se non trovo proprio?

Pochi però sanno che molto spesso non è necessario fare nessuna particolare rivoluzione drastica ma semplicemente ri-organizzare la tua vita lavorativa e la tua carriera con l’aiuto degli strumenti e della strategia giusta.

Ne parliamo in questo nuovo post.

Rapido flashback… (o triste tuffo in avanti, come preferisci):

Le ferie sono appena finite ma sono già un ricordo pieno di nostalgia.
Se non sei già tornato al lavoro, stai per farlo fra pochi giorni.
E ti senti il cuore pesante come un macigno.

Già sarebbe difficile avere “solo” una normale sindrome da rientro, di quelle di cui in questo periodo parlano sempre tutti i giornali. Ma nel tuo caso la faccenda è molto più grave.

Perché tu ormai provi una pura, profonda, inarrestabile avversione per il tuo lavoro.

Non è solamente che stare in vacanza è più bello che lavorare, come normale per tutti.
E’ che per te, ormai da tempo, la situazione al lavoro è diventata insostenibile.

Non ti senti valorizzato nel posto in cui sei.

Hai provato a fare carriera e migliorare la tua posizione già diverse volte ma qualcosa finisce invariabilmente per andare storto.

O magari hai un posto di prestigio ma lo stress e il malessere che vivi quotidianamente è arrivato ai limiti di ogni sopportazione.

Forse hai un lavoro che ti paga bene ma ti senti completamente svuotato, senza forze né interesse per quello che fai e non riesci a trovarci più un senso… ammesso che un senso ci sia mai stato.

Quale che sia la tua specifica situazione, ormai hai smesso anche di dirlo agli altri, stanco com’eri di sentirti ripetere “E’ normale, porta pazienza, sarà solo un momento di stress particolare, non fare sciocchezze, hai così un buon lavoro, ce l’avessi io un buon lavoro così!”

E così il sogno di cambiare lavoro, il pensiero di chiuderti la porta dietro le spalle e cambiare vita una volta per tutte, è diventato un’ossessione silenziosa che ti logora giorno dopo giorno.

Ma come fare?
Come essere sicuri di non fare un passo falso?

La storia di Roberto

Roberto è un uomo sulla quarantina, occhi scuri e aspetto distinto. Lavora in un’azienda informatica e si occupa di fare da “mediatore” fra l’ufficio ricerca e sviluppo e l’ufficio commerciale. Negli ultimi tempi ha dovuto affrontare diversi problemi legati alla qualità dei prodotti: l’ufficio commerciale dava la colpa alla ricerca e sviluppo. La produzione si lavava le mani nascondendosi dietro le procedure fumose dell’ufficio qualità e la direzione finiva invariabilmente per riversare la responsabilità su Roberto.

Riunioni stressanti, straordinari, tensione alle stelle non facevano che aumentare il senso di disgusto di Roberto per il proprio lavoro.

Da tempo non trovava più nessuno stimolo in quello che faceva, ma la situazione che si era venuta a creare aveva fatto traboccare il vaso della sua impazienza.

Vorrei cambiare e andarmene. Li lascerei tutti lì dove sono, a marcire nelle loro assurde guerre a scaricabarile. Il problema è che ho un buon contratto a tempo indeterminato, ho diversi anni di anzianità e non saprei come fare per ricominciare da capo. Per non parlare del fatto che solo a parlare di cambiare lavoro, mia moglie diventa una vipera. Con due bambini piccoli e il suo lavoro part time non mi posso certo permettere il lusso di un “periodo sabbatico”. Ma la situazione è diventata insopportabile. Non riesco a dormire, ho una gastrite che mi fa vedere i sorci verdi e sono così nervoso che non riesco più neanche a divertirmi quando usciamo con gli amici. Mi infurio per un nonnulla e se solo potessi mi chiuderei in una caverna…”

Il potere di cambiare lavoro

Quello che accomuna la maggior parte delle persone che vorrebbero cambiare lavoro è il senso di impotenza, di avere le mani legate.

Ci si sente in un vicolo cieco, bloccati su tutti i lati dal ruolo conquistato a fatica, dagli impegni economici, dalle opinioni della gente, dai vincoli e le aspettative dei familiari.

Il famoso psicologo Martin Seligmann ha dimostrato, attraverso una serie di esperimenti già negli anni ’80, che una delle cause scatenanti principali della depressione è il senso di IMPOTENZA.

Quando senti di non avere il controllo sulla tua vita non riesci più a ragionare lucidamente, tendi a re-agire anziché ragionare lucidamente e questo ti impedisce di vedere alternative.

Ma non per questo le alternative non ci sono. Solo che tu non riesci a vederle.

Sei come un cacciatore che viene colto dalla notte impreparato: non è che le prede non ci siano, solo che lui non ha strumenti per vederle. Se solo avesse a disposizione un visore ad infrarossi, per esempio, la situazione per lui migliorerebbe immediatamente.

Allo stesso modo,

quello che spesso si nasconde dietro una situazione di insoddisfazione lavorativa è una grave mancanza di POTERE PROFESSIONALE.

Un potere che, quando lo riprendi nelle tue mani, ti permette di vedere alternative, scegliere quando e se cambiare lavoro senza paure né preoccupazioni. Ti permette di dare forma al tuo lavoro in modo quanto più possibile vicino alle tue migliori caratteristiche personali, ai tuoi punti di forza e alle tue “passioni”.

Purtroppo però, per come è impostata la nostra società e il nostro modo di pensare il lavoro, la maggior parte di noi vive la propria vita lavorativa in modalità completamente passiva da questo punto di vista.

Puoi essere un professionista estremamente agguerrito, efficace, determinato e deciso, ma con ogni probabilità vivi i tuoi giorni lavorativi inseguendo le esigenze e il “ritmo” della tua azienda, non le tue esigenze né il tuo ritmo.

Beh, ma certo, cos’altro potrei fare? Sono parte di un sistema, non posso fare la testa matta. Ci sono prodotti da produrre, servizi da erogare, procedure da seguire, obiettivi da raggiungere… Già tanto che io cerchi di organizzare al meglio le mie giornate rincorrendo tutte le mille necessità e richieste!”

Capisco la tua obiezione. La pensavo così anch’io, prima di capire e mettere a punto il Sistema per la Riqualificazione Professionale Efficace® che mi ha permesso di liberarmi dalla sensazione opprimente di vivere la vita professionale sbagliata, nonostante tutto il mio impegno e i miei sforzi.

Ma prima di dirti come puoi anche tu riprendere in mano il tuo Potere Professionale grazie a questo Sistema, voglio prendere spunto dalla storia di Roberto per parlarti di una delle alternative più potenti e sottovalutate da chi sta annaspando dentro un lavoro insoddisfacente ma non sa come fare per cambiare lavoro.

Si tratta della possibilità di cambiare senza cambiare.

Non si tratta di un trucco da quattro soldi né di un gioco di parole. Ma di una vera e propria strategia di Riqualificazione Professionale Efficace.

Cambiare lavoro senza cambiare lavoro

Dopo aver seguito i primi 4 passi che spiego nella Guida “Aggiusta il tuo lavoro in 13 passi”, Roberto mi ha detto:

Ho capito che cosa non va. Il problema non è il mio lavoro nel senso di quello che faccio. E non è neanche tanto il fatto che ci siano i problemi che ci sono. E’ normale che in un’azienda ci siano intoppi e difficoltà e io so perfettamente di essere in grado di risolverli. Solo che non ne vedo il senso, questa volta.”

Indagando più a fondo nella sua situazione, Roberto si era reso conto di aver sempre fatto dentro di sé un confronto fra il lavoro che svolgeva adesso e quello che aveva svolto prima in una ONG (Organizzazione Non Governativa).

Quando lavorava per la ONG sentiva di contribuire a qualcosa per lui di valore. Cosa che adesso, invece, nella sua attuale azienda non riusciva minimamente a percepire.

La re-azione a questo punto era stata quella di chiudersi e pensare di voler cambiare. Quello di cui non si era reso conto era che, trascinato dalle esigenze e dal ritmo della nuova azienda, aveva finito per dimenticare i suoi punti di forza e si era “snaturato” al punto da non riconoscersi più.

Questa situazione è molto più frequente di quanto si pensi: entri in un’azienda, cominci a seguire il flusso degli eventi e delle richieste, ti adatti e scendi a compromessi per trovare il tuo posto in mezzo alle mille diverse dinamiche e finisci per dimenticare chi sei davvero e di cosa hai bisogno per stare bene.

Molte volte il conflitto si risolve semplicemente riportando la tua attenzione sui tuoi (veri) punti di forza, identificando i modi con cui puoi trasformarli in valore per l’azienda in cui ti trovi e comunicando adeguatamente il tuo valore aggiunto così da venire notato e valorizzato per quello che fai.

Le persone si stupiscono di quanto cambi la realtà attorno a loro nel momento in cui riprendono in mano il proprio Potere Professionale in questo modo e cominciano a dare forma al loro lavoro partendo dalla consapevolezza di chi sono, quali sono i loro punti di forza e le loro reali propensioni.

Certo, a volte non è sufficiente. Può capitare di trovarsi in una realtà aziendale particolarmente chiusa in cui il tuo cambiamento di pensiero e di strategia non viene accolto positivamente. Per questo è così indispensabile avere una Strategia complessiva e non, ad esempio, semplicemente fare un “bilancio di competenze”.

Seguendo le tue indicazioni mi sono reso conto di essere stato sempre più un osservatore passivo e reattivo nel mio lavoro: ricevo i problemi, cerco di smistarli e risolverli, passo la palla. Il che, a ben vedere, è quello che apparentemente ci si aspetta da me. Ma non è quello che IO mi aspetto da me!

Mi sono accorto, grazie al lavoro di indagine che abbiamo fatto, che ci sono delle mie caratteristiche e abilità che non ho più usato dai tempi della ONG, semplicemente perché non ci ho più pensato. Così ho cominciato, un poco per volta a metterle dentro anche al mio lavoro attuale. Piccole cose, a ben guardare, ma il fatto di sapere che erano cose importanti per me, ha fatto una grande differenza.

Il mio atteggiamento è cambiato perché da una parte sentivo che stavo finalmente facendo qualcosa di utile e con un senso per me. Dall’altra mi sono sentito finalmente forte perché sapevo che, se non fossi riuscito a far valere il “nuovo me stesso”, avrei comunque sempre potuto applicare il sistema per trovare un nuovo lavoro.

In effetti in queste settimane ho iniziato anche a svolgere le attività di sicurezza che mi hai consigliato, mettendo a punto il mio piano di Gestione di Carriera e devo dire che mi sta facendo un bene immenso.

Mi sento più fiducioso perché adesso vedo alternative che prima non pensavo esistessero. Al momento ho trovato un nuovo piacevole equilibrio nel posto in cui sono ma chissà, non escludo che possa apparire anche qualche opportunità ancora più allettante in futuro… Grazie!”

Come vedi, anche per quanto riguarda la tua vita professionale vale il famoso detto “Nessun porto è sicuro per il marinaio che non sa dove andare”.

Riprendere in mano il tuo Potere Professionale è l’investimento migliore che tu possa fare non solo per riprenderti dal ritorno a lavoro dopo le ferie, ma per la tua intera vita.

Passare più del 40% dei tuoi anni migliori, avvelenandoti dentro un lavoro che non vale per te, non ti dà senso e ti ruba energia e vitalità è un delitto.

E’ un tunnel in cui personalmente sono stata dentro fin troppo a lungo. Per questo motivo ho deciso di condividere il Sistema che mi ha permesso di passare da ex-frustrato “ingegnere-ma-volevo-fare-altro” a professionista realizzata ed entusiasta del mio lavoro.

Trovi i 13 passi spiegati nel dettaglio in questo video-report. E’ una tonnellata di materiale gratuito che puoi studiare e mettere in pratica fin da subito per ritornare alla guida della tua vita professionale, trovare il tuo VERO posto nel mondo del lavoro e smettere di soffrire.

1 commento

  1. 3 falsi miti che rischiano di far pericolosamente affondare il tuo "lavoro che vale" (e come liberartene) | LavoroeCarriera.it

    2 mesi fa  

    […] Quando affronti in modo sistematico le tue attuali capacità e competenze (no, non basta fare un “bilancio di carriera”, a meno che tu non voglia affrontare il mercato con la stessa irragionevole speranza di chi si mette a vendere ghiaccioli agli eschimesi) puoi scoprire modi assolutamente prima impensabili per ricostruire la tua carriera… anche senza necessariamente cambiare lavoro. […]


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  • Non è vero, come vogliono farci credere ormai da anni che “le cose sono cambiate perché c’è la crisi”.
  • La crisi è solo la coda di un problema molto più grande, un enorme pitone pronto ad inghiottire chiunque non si adegui alla nuova situazione del mercato del lavoro.

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