Sta andando tutto troppo veloce?

Viviamo in tempi sempre di corsa.
Dovunque ti giri senti il forMotivatore del momento incitare sull’importanza di raggiungere grandi obiettivi.

Peccato però che qualunque corda, se la tiri troppo, si rompe.

E molto spesso, nelle nostre vite siamo in una condizione di tale sovrastress e sotto-soddisfazione (lavori che ci tirano per il collo e non ci piacciono, situazioni che non ci realizzano, incertezza del futuro e chi più ne ha più ne metta) che anche solo cercare di aggiungere un obiettivo positivo diventa uno sforzo che sembra impossibile.

L’American Institute of Stress riferisce che la pressione da stress sul lavoro è la fonte più grande di tensione, con un costo stimato superiore a 300 trilioni di dollari l’anno in assenteismo, turnover, produttività ridotta, costi medici, legali e assicurazioni.

Che meraviglia eh?

Il dato è americano ma le statistiche sull’insoddisfazione lavorativa in Europa e in Italia sono piuttosto analoghe.

Certo la questione dello stress sempre più diffuso non è nuova, solo che adesso il trovare una soluzione sta diventando più urgente che mai.

Il motivo?

Sempre lo stesso.

La Quarta Rivoluzione. L’invasione della tecnologia “interattiva” nelle nostre vite personali e professionali.

A causa della pressione che ci sta mettendo questo nuovo modo di vivere e di lavorare, abbiamo assolutamente necessità di trovare una soluzione alla costante pressione al risultato, al produrre (e al consumare…!) che ci viene addosso tramite il nostro stesso Smartphone ad ogni momento del giorno e della notte.

Devi essere presente IN QUALSIASI MOMENTO, devi essere a disposizione 24 ore al giorno, 7 giorni su 7. Non importa che tu sia in bagno o stia facendo sesso. Il mondo ti vuole connesso e pronto a rispondere.

Esiste una sottilissima linea di confine quindi fra l’essere un lavoratore I.N.S.O.S.T.I.T.U.I.B.I.L.E.E  e il diventare lo schiavo ubbidiente del tuo datore di lavoro.
Da una parte c’è il rischio di “tirare indietro” nel tuo lavoro e questo ti fa perdere punti  I.N.S.O.S.T.I.T.U.I.B.I.L.E.E , dall’altra rischi di darti così tanto e così senza limiti da perdere persino te stesso.

La soluzione non è semplice, ma sta nel mezzo, come i saggi antichi ci hanno sempre suggerito.

Marilyn Paul, ph. D. nel suo libro “An Oasis in Time” consiglia di ripescare l’antica tradizione del Sabbath, per cercare di risolvere questo senso cronico di pressione che ci sta attanagliando sempre di più.

Per molti – me compresa (fino a qualche tempo fa…) – la sola idea di stare sconnessi dal cellulare un intero giorno sembra una follia.

Ma come ho scoperto sulla mia stessa pelle, oggi questa diventa una cosa NECESSARIA.

Magari non un’intera giornata. Anche solo cominciare dandosi dei limiti tipo “Niente cellulare fino a dopo il caffè” o “Niente cellulare dopo cena” (meglio se entrambi…) può portare degli enormi benefici.

Benefici in termini di lucidità, di diminuzione dello stress e soprattutto il grandissimo beneficio di darti l’opportunità per riaprire “la porta” e il contatto verso il vero te stesso.

Quella parte di te di cui hai ASSOLUTO BISOGNO di incontrare, se vuoi realizzarti professionalmente.

Finchè fai un lavoro che non ti realizza e non ti soddisfa, la condizione di stress in cui vivi è irreversibile!

Quindi, ecco la strategia per uscire dai guai:

  1. darti delle regole per limitare gli effetti del Tecnostress. Non aspettarti che passi perchè non passerà. La rivoluzione è appena iniziata.
  2. costruire la tua strada verso IL Lavoro Giusto per te. Quello che dà senso alla tua vita, risveglia il massimo del tuo entusiasmo e della tua passione, oltre a remunerarti adeguatamente. Quel lavoro che ti dà Successo economico E Felicità personale. Per questo ho preparato per te un report che ti guida a gettare solide basi per costruire la tua strada verso il Lavoro Giusto per te => http://bit.ly/aggiusta-lavoro-13

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