Anno nuovo… litigio vecchio (!!)

I primi giorni dell’Anno nuovo si sono aperti per me con un tormentone molto vecchio: ho di nuovo litigato con mio marito per via del LAVORO.

Lo so, sembra impossibile, ma è proprio così: anzichè festeggiare belli belli il nuovo Anno e goderci in santa pace gli ultimi giorni del periodo natalizio, noi siamo stati impegnati ancora una volta in una vecchia e tormentosa discussione riguardo il mio lavoro.

E sai qual è la cosa più folle? Tutto è cominciato, anche questa volta, perchè secondo lui io amo “troppo” il mio lavoro.

In un’epoca in cui le persone faticano a trovare lavoro, si accontentano di quello che trovano pur di portare a casa la pagnotta, in un periodo in cui la maggioranza delle persone non aspetta altro che arrivi il venerdì e soffre di incubi mortali la domenica, io ho il problema esattamente opposto…Siccome per me il LAVORO è un divertimento spaziale, non smetterei mai di giocarci! (ma non è sempre stato così, anzi…)

In effetti oggi amo così tanto il mio lavoro che ho un piccolo “difettino” collaterale: mi dimentico a volte di staccarmene.

Al punto da finire periodicamente con il suscitare le ire funeste di mio marito che si sente messo in disparte… E allora via con le recriminazioni: “Ecco! Per stare attaccata a quel PC hai sempre energie, ma per venire a fare due giorni alle terme con me invece non hai mai tempo!

“La gente normale non è felice di passare 4 giorni delle vacanze di Natale per andare a lavorare! Con gli orari che fate poi in quei corsi, voi dello staff… Ma ti sembra normale?” (in questo caso si riferisce ai meravigliosi corsi di formazione personale di cui ho la fortuna di far parte come staff e che sono sempre fissati nei paraggi di qualche ponte ovviamente, per permettere a più persone possibile di partecipare).

Insomma, per quanto ormai siano diversi anni che ci conosciamo, lui ancora non riesce a farsi una ragione del fatto che si possa amare così tanto il proprio LAVORO al punto da desiderare di portarselo in vacanza (FATTO!), di portarselo a letto la sera (hem… fatto anche questo, piuttosto con regolarità), persino di preferirlo a TV+Sky, “con tutti i bei film e programmi che ci sono da vedere!

Ora, sono consapevole del mio difettino e sono anche consapevole del fatto che, per vivere una vita equilibrata è indispensabile nutrire in modo adeguato ogni area della propria vita. Perciò alla fine, dopo un po’ di sceneggiate napoletane (che so fare benissimo nonostante io sia pura razza veneta…), ammetto di aver (di nuovo) esagerato “un pochino” e mi impegno ad essere più moderata (fino alla prossima volta che me ne dimentico!)

Ma ti chiedo: non lo vorresti anche tu un LAVORO del genere? Anche senza arrivare al limite dell’esagerazione come me, non piacerebbe anche a te un lavoro che non ti sembra nemmeno lavoro per quanto ti piace, ti realizza e ti fa stare bene (oltre a darti le tue belle soddisfazioni economiche)?

Eppure se solo qualcuno mi avesse detto, anni fa, che avrei vissuto questo genere di “problema” di dover periodicamente litigare con un marito per via di troppo amore per il mio lavoro, gli avrei riso in faccia clamorosamente!

La mia vita lavorativa in effetti, per parecchi anni dopo la laurea, è stata in realtà un vero e proprio inferno: odiavo mortalmente il mio lavoro. Odiavo essere un ingegnere, odiavo non essere qualcos’altro (anche se non sapevo esattamente bene cos’altro avrei voluto fare), odiavo non trovare il modo di stare bene, odiavo il fatto di fumare e mangiare troppo per soffocare tutto l’odio che provavo… insomma, ero un grumo di rabbia e furore.

Mi ero accorta solo troppo tardi di aver scelto una facoltà sbagliata e per nulla rispondente alle mie vere aspirazioni e necessità. Ero stata parecchio ingenua in allora, anche se penso che oggi – non avessi capito e scoperto tutto quello che invece adesso so – con le sole informazioni che avevo a disposizione a quell’epoca, farei di nuovo lo stesso errore.

Quando ripenso a tutta la strada che ho fatto da allora mi vengono ancora i brividi.
Però non ho mollato. Anche quando ero sul punto di rinunciare a credere che esistesse anche per me un posto migliore nel mondo del lavoro, un posto che mi permettesse di alzarmi la mattina con il sorriso anziché con la nausea, ho tenuto botta.

Penso che alla fin fine sia tutto qui il vero grande segreto del mio successo (e dei miei litigi naturalmente 😀 !) di oggi: non mi sono mai rassegnata a credere che il mio sogno fosse solo un sogno.

Ho sempre continuato a pensare che avevo il diritto di vivere una vita molto migliore, al di là dei miei errori, delle difficoltà, delle convinzioni della gente e persino della crisi.

Spero che per questo nuovo Anno anche tu abbia da affrontare la sfida e l’impegno che un grande Sogno richiede per essere trasformato in realtà. Ti auguro di avere un Sogno che ti fa battere il cuore, di sentire che hai davanti a te un progetto – lavorativo, personale, professionale, relazionale, va bene tutto! – che merita tutto il tuo impegno migliore.

Perché, a differenza di quello che molti credono ancora oggi, come ha ben detto Mihály Csíkszentmihályi, psicologo ungherese padre del concetto di “flusso”:

“I migliori e più felici momenti della nostra vita non sono quelli in cui siamo passivi, recettivi, rilassati… I momenti di apice tipicamente avvengono quando il corpo o la mente sono tirati al loro estremo limite in uno sforzo volontario per raggiungere / realizzare qualcosa che vale la pena per noi, ha valore”.
Ancora Buon Anno,
al tuo Successo Felice!Erica Zuanon
ing. riconvertito (felicemente)

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PS: se non hai un grande Sogno per cui lavorare quest’anno e anche tu fai parte di quel 85% di popolazione insoddisfatta del proprio lavoro, nella sezione “Risorse” trovi un breve report gratuito che potrebbe darti qualche utile e profittevole spunto di riflessione.

Puoi star tranqullo perchè non è niente che riguardi network marketing, proposte pseudo imprenditoriali o roba simile! => https://lavoroecarriera.it/giungla-lavoro/

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